PROGETTO BBR - ADHD FRIENDLY (R)

Leno, 19 marzo 2018

RUGBY & Adhd Friendly ®

E se avere l'adhd fosse un vantaggio?
Questa la domanda che ha mosso l'Asd Rugby Bassa Bresciana Leno ad impegnarsi in questo ambizioso progetto, dove i bambini con adhd potrebbero diventare risorse.
Grazie alla collaborazione con il Prof. Daffi Gianluca, la psicologa Jessica Guerreschi e la pedagogista Albertina Carrara è partito a Leno il progetto “ADHD FRIENDLY”® che potrà essere esportato anche in altre realtà sportive che vorranno cimentarsi in questo tipo di esperienza.

L’obiettivo del progetto è quello di consentire un inserimento positivo di bambini e ragazzi con disturbi inerenti la sfera del comportamento all'interno di un contesto ludico sportivo (il gioco del rugby) cercando di costruire un'esperienza qualitativamente valida e piacevole anche per i soggetti che presentano tali difficolta'.

L'ambiente sportivo è uno dei luoghi principali in cui si sviluppano occasioni di crescita individuale e si promuovono relazioni interpersonali.

Esso, come istituzione, nasce e si caratterizza per il raggiungimento di obiettivi formativi centrati sul bambino, inteso come soggetto attivo della sua educazione.
Proprio per la complessità e l’importanza di queste dinamiche evolutive, gli educatori/allenatori possono essere supportati nelle loro funzioni educative, attraverso strategie di intervento concrete sia in situazioni di disagio, sia al fine di mantenere e valorizzare le situazioni di benessere e di agio. Così, accanto alle attività sportive, solitamente piacevoli ed aggregative, ai bambini e ragazzi può essere fornito uno spazio che li doti di strumenti e strategie capaci di sostenerli nell’affrontare eventuali difficoltà attentive e comportamentali da poter esportare anche in altri ambienti (scuola, casa, ecc).
Lo sport per il bambino è una particolare esperienza di crescita, che diventa uno spazio in cui sperimentarsi, in cui saggiare le proprie competenze in termini corporei e di socialità. Pertanto l’esperienza sportiva incide profondamente sul suo sviluppo, sia nella direzione della sperimentazione di sé, sia in quella di verifica delle proprie abilità cognitive e sociali. L'esperienza di squadra è però uno spazio in cui il bambino spesso percepisce la difficoltà del confronto con i pari e con gli allenatori, che costituiscono la struttura di regole e disciplina in cui agire, che può farlo sentire in pericolo, costringendolo ad attuare delle difese.

Il progetto del rugby ruota attorno alla conoscenza delle regole e dei principi fondamentali da cui si struttura tutta la complessità di questa disciplina.

Durante le sedute di allenamento i bambini/ragazzi scoprono le regole in maniera diretta, non solo in maniera teorica, ma vivendole in prima persona con giochi che permettano di sperimentare con il proprio corpo ciò che viene descritto verbalmente.

Questo provare e ripetere è fondamentale nei bambini per memorizzare l’esperienza e quello che rappresenta. La ripetizione dovrebbe essere uno dei punti fermi dei progetti sportivi su cui si basano le buone prassi; non possiamo pretendere che un bambino comprenda ed accetti una regola senza che l’abbia vissuta in prima persona e abbia provato a non rispettarla almeno una volta vivendone le conseguenze. Oltre alle regole ed ai principi emergono, indirettamente, anche i valori fondanti di questa disciplina; il sostegno, la solidarietà, la lealtà, il confronto, la disciplina, i quali, se non radicati nei giocatori, non permettono lo sviluppo corretto di un azione di gioco. Mettere in campo questo significa imparare il rispetto (verso se stesso, i compagni, l'arbitro, l'avversario) e a controllare il proprio corpo, comprendere la propria mente e gestire le proprie emozioni (autocontrollo). L’esempio dell’efficacia di questi insegnamenti è visibile, ad ogni livello, nel “terzo tempo”, momento di condivisione e di festa che unisce le due squadre avversarie e l’arbitro alla fine di ogni partita.

Gli obiettivi specifici del progetto sono pertanto di sensibilizzare gli educatori dell'associazione sportiva sulle disabilita' ed in particolare sui disturbi dell’attenzione ed iperattività e, di fornire agli educatori/allenatori concreti strumenti di intervento pedagogico e ai bambini la possibilità di acquisire una maggiore conoscenza e consapevolezza del proprio funzionamento cognitivo, con la convinzione che questa sensibilizzazione consenta un maggior controllo della stessa attività cognitiva e di quella comportamentale, grazie anche alla presenza di un assistente ad personam.

Nel suo configurarsi e legittimarsi come istituzione formativa, l'esperienza sportiva del rugby deve diventare occasione di risposta ai bisogni di socializzazione e conoscenza di strumenti e di strategie interpretative della realtà da parte del bambino.

COSA SONO I DISTURBI DI ATTENZIONE ED IPERATTIVITA’? per saperne di più clicca qui.

Per approfondimenti    www.gianlucadaffi.it

 

TANTI PAESI, UNA SOLA SQUADRA, UNA GRANDE FAMIGLIA!

ASD Rugby Bassa Bresciana Leno